ADRIANA POLLICE Napoli, si moltiplicano le ribellioni alla scuola-lavoro

[il Manifesto, 1 maggio 2018]

Nuovo caso all’istituto Garibaldi. I liceali volevano esporre un badge di protesta: ma l’ente che ospitava i loro tirocini ha annullato il tour di guide

Gli studenti del liceo Garibaldi di Napoli stamattina non saranno presenti al Pio Monte della Misericordia come guide. L’ente ha cancellato la loro partecipazione dopo un braccio di ferro cominciato martedì scorso. Il 24 aprile il Collettivo autonomo del Garibaldi aveva annunciato sui social l’adesione alla protesta contro l’alternanza scuola-lavoro cominciata dai colleghi del liceo Vittorio Emanuele II a marzo: anche loro si sarebbero presentati a fare le guide con un badge autoprodotto con la scritta «Alternanza scuola – sfruttamento. Questo non è formativo». La reazione è stata immediata: «La responsabile del Pio Monte ha chiamato la preside – raccontano dal collettivo – minacciando il ritiro del monte ore che fa capo al loro ente. Questo significa che i ragazzi, che sono in quarta, l’anno prossimo avrebbero dovuto accollarsi la formazione d’accapo proprio a ridosso della maturità. Naturalmente non ci sono tracce scritte delle pressioni così, se protesti perché di fatto sei ricattato, l’ente può sempre negare tutto». Continua a leggere

COMUNICATO STAMPA

Oggi, 15 maggio, dalle ore 15 alle 17 si è tenuto un presidio in p.le Aldo Moro davanti la sede del CNR, realizzato da studenti, insegnanti, genitori e lavoratori contro l’Alternanza Scuola Lavoro, istituto introdotto dalla L. 107 2015, la c.d. “Buona Scuola” di Renzi.
All’intemo del CNR si teneva un incontro di presentazione del progetto DESCI — Officina
sull’A.S .L.. Si trattava di una vetrina mediatica dei progetti considerati “buone pratiche”, realizzati dalle scuola in convenzione con il CNR, le Università e le imprese e finanziati dalla Commissione Europea. Nonostante lo sforzo di costruire consenso intorno ai pochi progetti presentati come “eccellenze” è saltata immediatamente agli occhi l’assenza di qualsiasi valenza pedagogico-formativa, che ha lasciato invece spazio ad un approccio ed una terminologia eminentemente aziendalistici. Continua a leggere

CONTRO LA CULTURA DELLA REPRESSIONE! Assemblea nazionale al CPA Firenze Sud

L’alternanza scuola-lavoro inizia a mostrare tutte le sue contraddizioni ed ecco che arrivano minacce, 6 in condotta, ripercussioni sugli studenti che non vogliono solo ubbidire.

Ma non sono fatti a sé e vanno inquadrati nella stretta repressiva generale che oggi viviamo: le avanguardie studentesche, politiche, sindacali e di movimento da anni subiscono attacchi repressivi e intimidazioni di ogni tipo.
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Cosa dice realmente la Legge 107 sull’alternanza scuola-lavoro

  1. Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, i percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono attuati, negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio. Le disposizioni del primo periodo si applicano a partire dalle classi terze attivate nell’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. I percorsi di alternanza sono inseriti nei piani triennali dell’offerta formativa.

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MAURO GIORDANI Non esiste una «buona alternanza», se non accettando la logica e l’ideologia della «buona scuola» (lettera)

L’alternanza scuola-lavoro è la sintesi massima del progetto renziano/neoliberista sulla scuola.

È negazione del diritto allo studio. È negazione del ruolo centrale della scuola e della cultura. È la centralità formativa assegnata al lavoro.

Al lavoro minorile, gratuito, coatto, ricattato, senza diritto alcuno, molto spesso infame e senza possibilità di critica. L’alternanza scuola lavoro è solo questo.

Non esiste una “buona alternanza”, se non accettando la logica e l’ideologia della “buona scuola”. Chi osa criticarla tocca evidentemente un nervo scoperto, una contraddizione imbarazzante… Continua a leggere

L’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento!

All’attenzione di studenti, genitori, personale docente e ATA, dirigenti scolastici del liceo classico «Vittorio Emanuele II», Napoli e dell’ITIS «Leonardo da Vinci«, Carpi
Ai volontari, ai lavoratori, ai responsabili del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

Oggetto: l’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento!

Cerchiamo di capirci qualcosa.

Una domenica mattina gli studenti e le studentesse di una classe di Napoli, durante le ore di alternanza scuola-lavoro, hanno scelto di denunciare lo sfruttamento subito. Continua a leggere

CLU Credere, obbedire, lavorare e abbozzare ovvero Delle prassi infami dell’alternanza scuola-lavoro

Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autoorganizzati di diverse realtà produttive romane.
In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale agli interessi delle imprese, sia per il grande impatto ideologico che essa assume, sia per la ragion pratica del lavoro gratuito.
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