Archivio mensile:aprile 2018

CONTRO LA CULTURA DELLA REPRESSIONE! Assemblea nazionale al CPA Firenze Sud

L’alternanza scuola-lavoro inizia a mostrare tutte le sue contraddizioni ed ecco che arrivano minacce, 6 in condotta, ripercussioni sugli studenti che non vogliono solo ubbidire.

Ma non sono fatti a sé e vanno inquadrati nella stretta repressiva generale che oggi viviamo: le avanguardie studentesche, politiche, sindacali e di movimento da anni subiscono attacchi repressivi e intimidazioni di ogni tipo.
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Cosa dice realmente la Legge 107 sull’alternanza scuola-lavoro

  1. Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, i percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono attuati, negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio. Le disposizioni del primo periodo si applicano a partire dalle classi terze attivate nell’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. I percorsi di alternanza sono inseriti nei piani triennali dell’offerta formativa.

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MAURO GIORDANI Non esiste una «buona alternanza», se non accettando la logica e l’ideologia della «buona scuola» (lettera)

L’alternanza scuola-lavoro è la sintesi massima del progetto renziano/neoliberista sulla scuola.

È negazione del diritto allo studio. È negazione del ruolo centrale della scuola e della cultura. È la centralità formativa assegnata al lavoro.

Al lavoro minorile, gratuito, coatto, ricattato, senza diritto alcuno, molto spesso infame e senza possibilità di critica. L’alternanza scuola lavoro è solo questo.

Non esiste una “buona alternanza”, se non accettando la logica e l’ideologia della “buona scuola”. Chi osa criticarla tocca evidentemente un nervo scoperto, una contraddizione imbarazzante… Continua a leggere

L’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento!

All’attenzione di studenti, genitori, personale docente e ATA, dirigenti scolastici del liceo classico «Vittorio Emanuele II», Napoli e dell’ITIS «Leonardo da Vinci«, Carpi
Ai volontari, ai lavoratori, ai responsabili del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

Oggetto: l’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento!

Cerchiamo di capirci qualcosa.

Una domenica mattina gli studenti e le studentesse di una classe di Napoli, durante le ore di alternanza scuola-lavoro, hanno scelto di denunciare lo sfruttamento subito. Continua a leggere

CLU Credere, obbedire, lavorare e abbozzare ovvero Delle prassi infami dell’alternanza scuola-lavoro

Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autoorganizzati di diverse realtà produttive romane.
In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale agli interessi delle imprese, sia per il grande impatto ideologico che essa assume, sia per la ragion pratica del lavoro gratuito.
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Comunicato da parte della classe VB del liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli.

Scriviamo questo post in seguito all’inaspettata diffusione del post sulla questione della protesta di domenica 25 marzo contro l’alternanza scuola-lavoro, e in seguito alla vergognosa nota disciplinare che abbiamo avuto nella quale c’è scritto che abbiamo infangato il nome della scuola e del FAI e che abbiamo aggravato il tutto con la diffusione sui social. Senza fare un passo indietro rispetto alla nostra protesta, vogliamo chiarire alcune cose.
Prima di tutto vogliamo sottolineare che la nostra protesta non era rivolta alla fondazione FAI. Ci siamo resi conto che era possibile leggere la nostra azione in questo modo, ma noi come classe non prendiamo nessuna posizione contro la fondazione. Continua a leggere