Appello per un’assemblea in solidarietà all’insegnante Lavinia Flavia Cassaro licenziata per la libertà di espressione e di pensiero

Il 7 giugno scorso l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte decreta il licenziamento di Lavinia Flavia Cassaro, insegnante a tempo indeterminato che, durante un presidio antifascista a Torino nel febbraio 2018 ha protestato contro le forze dell’ordine che, in assetto antisommossa, proteggevano un comizio dell’organizzazione neofascista Casapound.
L’USR ha messo sotto accusa la libertà di espressione delle opinioni dell’insegnante, assolutamente legittime, dal momento che in quel contesto la polizia, attraverso cariche, uso di idranti e lancio di lacrimogeni, aveva appena attaccato una manifestazione antifascista. La contrarietà di Lavinia Flavia alle forze dell’ordine era relativa al fatto che in quel momento queste fossero schierate dalla parte sbagliata, stessero cioè proteggendo il fascismo, identificandosi così con esso.
In questo contesto storico, caratterizzato dal ritorno di preoccupanti elementi di fascismo, razzismo ed autoritarismo, viene considerata “violenza” la difesa determinata e convinta della Costituzione nei suoi principi fondamentali della democrazia e della libertà fatta da Lavinia Flavia, legittimando così di fatto i comportamenti di Casapound che quotidianamente vengono registrati dalla cronaca in termini azioni squadristiche davanti alle scuole, contro i migranti, i Rom, i poveri, le ONG, i giornalisti d’inchiesta (vedi Ostia) …. Si condanna chi difende la Costituzione per proteggere invece chi ha comportamenti dichiaratamente ed apertamente razzisti, omofobi, che si rifanno culturalmente e politicamente al ventennio fascista.
Nell’ambito scolastico, questa deriva dell’amministrazione è il portato di quella ventata autoritaria, dirigista ed antidemocratica sancita negli ultimi due decenni da diverse norme, quali la legge 107/2015 (c.d. Buona Scuola di Renzi), la riforma Brunetta (d.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150), l’Autonomia Scolastica (legge 59/1997) ed altre, che colpiscono la democrazia all’interno della scuola la libertà di pensiero e di espressione di tutti e tutte. Viene sancita la contrattualizzazione della nostra intera vita e viene imposto un controllo sociale 24 ore su 24, anche al di fuori dei luoghi e degli orari di lavoro. Questo clima di attacco alle libertà ha permesso di svuotare gli organi di partecipazione democratica della Scuola e addirittura di sanzionare e reprimere negli ultimi tempi insegnanti e studenti che avevano osato esprimere critiche al pensiero unico imposto nelle scuole; ne sono un esempio gli studenti e studentesse sanzionati/e per aver messo in discussione la legittimità dell’alternanza scuola lavoro, il docente antimilitarista di Messina, e molti altri casi.
La condotta di Lavinia nel suo tempo libero è stata considerata indecorosa secondo un giudizio del tutto arbitrario (imposto peraltro non da un giudice ma da un semplice funzionario ministeriale), un’offesa di lesa maestà: per questo viene messa alla gogna e licenziata, stravolgendo in un solo momento la sua intera vita. Lo stato padrone sospende, emargina, licenzia chi non si adegua alle regole imposte dall’alto, spesso in spregio della Costituzione.
Questa situazione è comune anche ad altri settori lavorativi: si sospendono i lavoratori del policlinico Umberto I che denunciano le condizioni dell’assistenza sanitaria e lottano per ottenere condizioni di lavoro migliori e conseguentemente per migliorare il servizio; stessa sorte alla lavoratrice ATAC che aveva denunciato lo stato delle vetture. Chi non si allinea a testa bassa, non accetta in modo dogmatico quanto viene imposto, viene emarginato, accerchiato, sanzionato, licenziato…. se non eliminato come accade nella piana di Gioia Tauro con il bracciante maliano Soumaila Sacko.
Rispediamo al mittente ogni forma di privazione di libertà di pensiero e espressione. Respingiamo questo clima fascista di odio e repressione. La solidarietà è un’arma.
Esprimiamo solidarietà alla lavoratrice colpita. Colpendo lei colpiscono tutti e tutte. Domani potrebbe capitare a ciascuno/a di noi
Di questo vogliamo parlare nell’
ASSEMBLEA
GIOVEDÌ 21 GIUGNO 2018 ore 19
presso lo Spazio Sociale 100celle aperte
via delle Resede 5 (Metro C fermata Gardenie)
Lavoratori e lavoratrici della Scuola

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