Archivi categoria: Contributi

ADRIANA POLLICE Napoli, si moltiplicano le ribellioni alla scuola-lavoro

[il Manifesto, 1 maggio 2018]

Nuovo caso all’istituto Garibaldi. I liceali volevano esporre un badge di protesta: ma l’ente che ospitava i loro tirocini ha annullato il tour di guide

Gli studenti del liceo Garibaldi di Napoli stamattina non saranno presenti al Pio Monte della Misericordia come guide. L’ente ha cancellato la loro partecipazione dopo un braccio di ferro cominciato martedì scorso. Il 24 aprile il Collettivo autonomo del Garibaldi aveva annunciato sui social l’adesione alla protesta contro l’alternanza scuola-lavoro cominciata dai colleghi del liceo Vittorio Emanuele II a marzo: anche loro si sarebbero presentati a fare le guide con un badge autoprodotto con la scritta «Alternanza scuola – sfruttamento. Questo non è formativo». La reazione è stata immediata: «La responsabile del Pio Monte ha chiamato la preside – raccontano dal collettivo – minacciando il ritiro del monte ore che fa capo al loro ente. Questo significa che i ragazzi, che sono in quarta, l’anno prossimo avrebbero dovuto accollarsi la formazione d’accapo proprio a ridosso della maturità. Naturalmente non ci sono tracce scritte delle pressioni così, se protesti perché di fatto sei ricattato, l’ente può sempre negare tutto». Continua a leggere

CONTRO LA CULTURA DELLA REPRESSIONE! Assemblea nazionale al CPA Firenze Sud

L’alternanza scuola-lavoro inizia a mostrare tutte le sue contraddizioni ed ecco che arrivano minacce, 6 in condotta, ripercussioni sugli studenti che non vogliono solo ubbidire.

Ma non sono fatti a sé e vanno inquadrati nella stretta repressiva generale che oggi viviamo: le avanguardie studentesche, politiche, sindacali e di movimento da anni subiscono attacchi repressivi e intimidazioni di ogni tipo.
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MAURO GIORDANI Non esiste una «buona alternanza», se non accettando la logica e l’ideologia della «buona scuola» (lettera)

L’alternanza scuola-lavoro è la sintesi massima del progetto renziano/neoliberista sulla scuola.

È negazione del diritto allo studio. È negazione del ruolo centrale della scuola e della cultura. È la centralità formativa assegnata al lavoro.

Al lavoro minorile, gratuito, coatto, ricattato, senza diritto alcuno, molto spesso infame e senza possibilità di critica. L’alternanza scuola lavoro è solo questo.

Non esiste una “buona alternanza”, se non accettando la logica e l’ideologia della “buona scuola”. Chi osa criticarla tocca evidentemente un nervo scoperto, una contraddizione imbarazzante… Continua a leggere

CLU Credere, obbedire, lavorare e abbozzare ovvero Delle prassi infami dell’alternanza scuola-lavoro

Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autoorganizzati di diverse realtà produttive romane.
In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale agli interessi delle imprese, sia per il grande impatto ideologico che essa assume, sia per la ragion pratica del lavoro gratuito.
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Comunicato da parte della classe VB del liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli.

Scriviamo questo post in seguito all’inaspettata diffusione del post sulla questione della protesta di domenica 25 marzo contro l’alternanza scuola-lavoro, e in seguito alla vergognosa nota disciplinare che abbiamo avuto nella quale c’è scritto che abbiamo infangato il nome della scuola e del FAI e che abbiamo aggravato il tutto con la diffusione sui social. Senza fare un passo indietro rispetto alla nostra protesta, vogliamo chiarire alcune cose.
Prima di tutto vogliamo sottolineare che la nostra protesta non era rivolta alla fondazione FAI. Ci siamo resi conto che era possibile leggere la nostra azione in questo modo, ma noi come classe non prendiamo nessuna posizione contro la fondazione. Continua a leggere

FILIPPO MARIA PONTANI La legge che rende inutile insegnare

Durante una trasmissione dedicata alle forme di precarietà che ormai pervadono la vita dei lavoratori giovani e non solo, Gavino un anziano ascoltatore di Radio Onda Rossa in streaming da Cuneo, ci ha raccontato:
«Nel 1968 alla fine del mio servizio di leva militare, allora obbligatorio, insieme al foglio del Congedo permanente, un ufficiale della caserma mi ha consegnato un certificato, quasi una pagellina, su carta intestata dell’Esercito Italiano nella quale c’era scritto il mio Nome e Cognome con gli altri dati anagrafici. Nella “pagellina” si certificava l’ubbidienza, e il buon comportamento tenuto durante il servizio di leva. L’ufficiale nel consegnarmi la “pagellina” mi assicurava con benevola sicurezza che se avessi presentato quel certificato ad un qualsiasi datore di lavoro mi avrebbe certamente assunto».
Gavino ha concluso la sua telefonata raccontando che aveva stracciato il foglietto e lo aveva buttato nella spazzatura, poi pentito aveva cercato di recuperarlo ma non c’era riuscito. Aveva tentato il recupero per denunciare la forza coercitiva della caserma anche oltre il servizio militare.
Alla fine della trasmissione ci siamo confrontati tra pensionati che avevano fatto il servizio militare negli anni in cui l’aveva fatto Gavino, qualcuno non aveva ricevuto la pagellina.
La conclusione è stata che chi non l’aveva avuta non avrebbe potuto, comunque, mostrarla al datore di lavoro. La forza dell’esercito avrebbe, alla fine, colpito anche lui.
Piero del gruppo NoINVALSI – Roma

Perché mai rispettare
dei beni che non danno utilità?
Non ha senso!
Mio caro, in verità,
vi ritenete un grande: ma, alla prova,
a quanta gente date da mangiare?
A che vi serve leggere? A chi giova?…
Lo Stato non sa proprio cosa farsene
di gente che non spende. Continua a leggere

COLLETTIVO VITTORIO EMANUELE II Minacce e 7 in condotta per un cartellino di dissenso all’alternanza scuola-lavoro. Ma veramente #FAI?

Domenica 25 marzo è giornata FAI, musei aperti e volontari a far da guida. C’è qualcuno, però, che non lo fa per passione o per libera scelta, e siamo noi, studenti e studentesse dell’#alternanzascuolalavoro.
Noi della VB del Vittorio Emanuele II sabato, tornati dal viaggio d’istruzione, abbiamo comunicato che quasi nessuno il giorno dopo sarebbe andato all’alternanza, per la stanchezza, perché abitiamo lontano dal centro, per studiare, per pranzare in famiglia. Il problema della coincidenza con il ritorno dal viaggio lo avevamo già fatto notare un mese prima, ma il giorno non era stato cambiato. Subito sono arrivate, tramite i professori, minacce di seri provvedimenti disciplinari da parte della dirigenza, così abbiamo deciso di andare, ma portando con noi un simbolo di protesta. Continua a leggere