CLU Credere, obbedire, lavorare e abbozzare ovvero Delle prassi infami dell’alternanza scuola-lavoro

Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autoorganizzati di diverse realtà produttive romane.
In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale agli interessi delle imprese, sia per il grande impatto ideologico che essa assume, sia per la ragion pratica del lavoro gratuito.
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Comunicato da parte della classe VB del liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli.

Scriviamo questo post in seguito all’inaspettata diffusione del post sulla questione della protesta di domenica 25 marzo contro l’alternanza scuola-lavoro, e in seguito alla vergognosa nota disciplinare che abbiamo avuto nella quale c’è scritto che abbiamo infangato il nome della scuola e del FAI e che abbiamo aggravato il tutto con la diffusione sui social. Senza fare un passo indietro rispetto alla nostra protesta, vogliamo chiarire alcune cose.
Prima di tutto vogliamo sottolineare che la nostra protesta non era rivolta alla fondazione FAI. Ci siamo resi conto che era possibile leggere la nostra azione in questo modo, ma noi come classe non prendiamo nessuna posizione contro la fondazione. Continua a leggere

FILIPPO MARIA PONTANI La legge che rende inutile insegnare

Durante una trasmissione dedicata alle forme di precarietà che ormai pervadono la vita dei lavoratori giovani e non solo, Gavino un anziano ascoltatore di Radio Onda Rossa in streaming da Cuneo, ci ha raccontato:
«Nel 1968 alla fine del mio servizio di leva militare, allora obbligatorio, insieme al foglio del Congedo permanente, un ufficiale della caserma mi ha consegnato un certificato, quasi una pagellina, su carta intestata dell’Esercito Italiano nella quale c’era scritto il mio Nome e Cognome con gli altri dati anagrafici. Nella “pagellina” si certificava l’ubbidienza, e il buon comportamento tenuto durante il servizio di leva. L’ufficiale nel consegnarmi la “pagellina” mi assicurava con benevola sicurezza che se avessi presentato quel certificato ad un qualsiasi datore di lavoro mi avrebbe certamente assunto».
Gavino ha concluso la sua telefonata raccontando che aveva stracciato il foglietto e lo aveva buttato nella spazzatura, poi pentito aveva cercato di recuperarlo ma non c’era riuscito. Aveva tentato il recupero per denunciare la forza coercitiva della caserma anche oltre il servizio militare.
Alla fine della trasmissione ci siamo confrontati tra pensionati che avevano fatto il servizio militare negli anni in cui l’aveva fatto Gavino, qualcuno non aveva ricevuto la pagellina.
La conclusione è stata che chi non l’aveva avuta non avrebbe potuto, comunque, mostrarla al datore di lavoro. La forza dell’esercito avrebbe, alla fine, colpito anche lui.
Piero del gruppo NoINVALSI – Roma

Perché mai rispettare
dei beni che non danno utilità?
Non ha senso!
Mio caro, in verità,
vi ritenete un grande: ma, alla prova,
a quanta gente date da mangiare?
A che vi serve leggere? A chi giova?…
Lo Stato non sa proprio cosa farsene
di gente che non spende. Continua a leggere

COLLETTIVO VITTORIO EMANUELE II Minacce e 7 in condotta per un cartellino di dissenso all’alternanza scuola-lavoro. Ma veramente #FAI?

Domenica 25 marzo è giornata FAI, musei aperti e volontari a far da guida. C’è qualcuno, però, che non lo fa per passione o per libera scelta, e siamo noi, studenti e studentesse dell’#alternanzascuolalavoro.
Noi della VB del Vittorio Emanuele II sabato, tornati dal viaggio d’istruzione, abbiamo comunicato che quasi nessuno il giorno dopo sarebbe andato all’alternanza, per la stanchezza, perché abitiamo lontano dal centro, per studiare, per pranzare in famiglia. Il problema della coincidenza con il ritorno dal viaggio lo avevamo già fatto notare un mese prima, ma il giorno non era stato cambiato. Subito sono arrivate, tramite i professori, minacce di seri provvedimenti disciplinari da parte della dirigenza, così abbiamo deciso di andare, ma portando con noi un simbolo di protesta. Continua a leggere

COLLETTIVO ERREZERO (TOR BELLA MONACA) Inchiesta Alternanza Scuola Lavoro

Ad oggi l’Alternanza-Scuola Lavoro è una tematica molto sentita dagli studenti e dalle studentesse soprattutto perché vissuta sulla loro pelle senza alcuna possibilità di avere voce in capitolo, nonostante la legge sulla buona scuola (L.107/2015) abbia comportato profondi cambiamenti.
In merito a questo il Collettivo Errezero ha tentato di supportare gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico E. Amaldi nella costruzione di un’inchiesta sull’Alternanza Scuola-Lavoro.
Per approfondire la tematica, oltre ad un’analisi della L.107/2015 e delle conseguenze reali che questa ha apportato, abbiamo pensato prima di tutto di far emergere, attraverso un questionario anonimo in versione digitale, il pensiero degli studenti e delle studentesse dell’Istituto, i reali protagonisti dell’Alternanza Scuola-Lavoro, il cui pensiero troppo spesso non viene preso in considerazione.

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NO all’Alternanza Scuola Lavoro

L’Alternanza Scuola Lavoro nuoce gravemente alla salute e alla vita di studenti, disoccupati, precari e lavoratori. Con 180 milioni di ore di lavoro, gratuito e obbligatorio, cedute ogni anno alle imprese, agli enti pubblici e al terzo settore, l’Alternanza Scuola Lavoro sottrae oltre 100.000 posti di lavoro.

Nuoce agli studenti: li priva di ore essenziali per l’acquisizione di conoscenze
indispensabili per comprendere e trasformare il mondo nel quale vivono.
Sostituisce il pensiero critico con l’obbligo all’obbedienza, al silenzio, alla subaltemità ai datori di lavoro.  Continua a leggere